Il Vino Nobile: storia e disciplinare
Le prime testimonianze scritte del vino di Montepulciano risalgono al Rinascimento. Nel Cinquecento Sante Lancerio, coppiere di Papa Paolo III, definì il vino di Montepulciano "vino perfettissimo" e "vino di gran signori". L'aggettivo "Nobile" compare in un documento del 1685 per distinguere il vino dei signori — invecchiato in legno, prodotto solo dai grappoli migliori — dal vino comune di consumo popolare. La denominazione moderna nasce come DOC nel 1966 e viene elevata a DOCG nel 1980.
Il disciplinare prevede minimo 70% di Sangiovese (Prugnolo Gentile), con possibilità di completare con altre uve rosse a bacca autorizzate della Toscana. L'invecchiamento minimo è di 24 mesi (di cui almeno 12 in legno) per il Nobile standard e 36 mesi per la Riserva. La versione più giovane, senza affinamento minimo obbligatorio in legno, si chiama Rosso di Montepulciano DOC — un vino di beva quotidiana, più immediato, con lo stesso Prugnolo Gentile ma senza le lunghe soste in botte.
Le cantine sotterranee: il fascino del tufo
La caratteristica unica di Montepulciano è la sua rete di cantine scavate nel sottosuolo. Il paese è costruito sopra uno strato di tufo, roccia porosa di origine vulcanica che i poliziani hanno lavorato per secoli scavando gallerie, cantine e cisterne sotto le loro case. Molte delle cantine storiche di Montepulciano si sviluppano su più livelli sotterranei, alcuni raggiungibili solo dopo aver percorso lunghe scale a chiocciola scavate direttamente nella roccia.
Queste cantine sono naturalmente climatizzate: temperatura costante intorno ai 14-16°C tutto l'anno, umidità elevata, oscurità perfetta. Sono le condizioni ideali per l'affinamento del Sangiovese in botti di rovere e per la conservazione in bottiglia. Una visita in una cantina sotterranea di Montepulciano è quindi anche una passeggiata nella storia geologica e architettonica del borgo: si scoprono ingressi nascosti dentro palazzi cinquecenteschi, cripte, camminamenti che collegavano tra loro le cantine delle famiglie nobili.
Il terroir: argille rosse e vento della Val d'Orcia
Il terroir di Montepulciano è dominato da terreni argillosi rossi, ricchi di sabbie plioceniche e con presenza importante di scheletro. La quota media dei vigneti si aggira tra i 300 e i 550 metri, con esposizioni prevalenti a sud, sud-est e sud-ovest. Il clima è mediterraneo con caratteristiche continentali: estati calde e ventilate grazie ai flussi che risalgono dalla Val d'Orcia, autunni asciutti e luminosi che permettono maturazioni lente e uniformi.
Rispetto ai cugini toscani più famosi, il Nobile ha caratteristiche proprie ben riconoscibili. Rispetto al Brunello di Montalcino — prodotto a soli 40 km di distanza — il Nobile è generalmente più caldo, più morbido nel tannino, con maggior rotondità di frutto. Rispetto al Chianti Classico è più strutturato, più profondo, con maggior capacità di invecchiamento nella versione Riserva. Il Nobile si esprime tipicamente con profumi di frutta rossa matura, viola, tabacco dolce, e — nelle grandi annate — sentori terziari di cuoio, tartufo, sottobosco.
Cosa aspettarsi da una degustazione a Montepulciano
Una visita in una cantina di Montepulciano dura tipicamente 90-120 minuti e ha una struttura consolidata. Molte cantine partono dalla vigna: ci si sposta in auto o si passeggia fino ai filari più vicini, dove il produttore o l'enologo spiegano la matrice del suolo, l'esposizione, l'età delle vigne. Poi si rientra nel centro storico e si scende in cantina: il percorso attraversa botti di rovere di diverse dimensioni (grandi botti tradizionali di rovere di Slavonia per il Nobile classico, barrique francesi per le versioni più moderne), passa per la barricaia, arriva alla sala di degustazione.
La degustazione tipica comprende 4-6 vini: un Rosso di Montepulciano per aprire e capire l'espressione più immediata del Prugnolo Gentile, un Nobile di annata giovane per cogliere il potenziale evolutivo, un Nobile con qualche anno di bottiglia, una Riserva quando disponibile e, spesso, un Vin Santo di Montepulciano per chiudere in dolcezza. Il Vin Santo di Montepulciano è una specialità poco conosciuta ma di grande valore: vino da uve appassite (Malvasia, Grechetto, Trebbiano) affinato per 3-5 anni in caratelli di rovere sotto i tetti delle case.
Cosa mangiare e cosa vedere a Montepulciano
Montepulciano è una tappa obbligata per chi visita la Toscana del vino. Il centro storico, protetto da una cinta muraria medievale, è un capolavoro rinascimentale: Piazza Grande con il Palazzo Comunale, il Duomo, il Palazzo Contucci (una delle cantine storiche più antiche), la chiesa di San Biagio ai piedi del borgo, capolavoro dell'architettura rinascimentale toscana progettato da Antonio da Sangallo il Vecchio.
La cucina locale valorizza tutto ciò che il Nobile chiama sul suo tavolo. Piatti classici: pici con briciole tostate, ragù di cinghiale, ragù d'agnello, tagliata di manzo chianina, cinta senese arrosto, formaggi pecorini di Pienza a diversi stadi di stagionatura, salumi tipici. Nei dintorni: la Val d'Orcia patrimonio UNESCO, Pienza (patria del pecorino), Bagno Vignoni con la sua piazza-vasca cinquecentesca. Da Montepulciano si raggiunge Montalcino in 40 minuti d'auto: chi ha più giorni può costruire un itinerario che alterna Nobile e Brunello, i due grandi Sangiovese di Toscana meridionale.


