Cirò DOC: il vino della Magna Grecia
Il Cirò DOC (riconosciuto nel 1969) è la denominazione più famosa della Calabria e una delle più antiche al mondo per continuità storica. Copre 4 comuni della provincia di Crotone: Cirò, Cirò Marina, Melissa, Crucoli.
Vitigni: - Cirò Rosso e Rosato DOC: Gaglioppo minimo 95% (in purezza al 100% nelle versioni migliori). - Cirò Bianco DOC: Greco Bianco minimo 90% + altri bianchi calabresi ammessi.
Il Gaglioppo è il vitigno rosso simbolo della Calabria, coltivato esclusivamente qui (piccole quote in Basilicata e Puglia). Buccia sottile, tannini medi, colore rubino scarico che evolve verso il granato con l'invecchiamento. Profumi caratteristici: frutta rossa matura (ciliegia, prugna), spezie mediterranee, macchia (mirto, elicriso), talvolta note di fico secco nelle versioni più evolute.
Il Cirò Classico proviene solo dai comuni storici di Cirò e Cirò Marina (indicazione 'Classico' in etichetta).
Cirò Riserva: minimo 24 mesi di invecchiamento (di cui 12 in botte). Longevità 10-15 anni nelle grandi versioni.
Terreni: la zona costiera di Cirò ha terreni argilloso-sabbiosi con presenza di scheletro, in dolci colline fino a 300 metri d'altitudine. Il clima è mediterraneo puro, con influenza dello Ionio (mare a pochi km) che modera le temperature estive e garantisce ventilazione costante.
Cantine di riferimento: Librandi (la più grande e conosciuta della Calabria), Ippolito 1845 (la più antica, fondata nel 1845), Cataldo Calabretta (artigianale biodinamica), 'A Vita, Sergio Arcuri, Statti.
Il Greco di Bianco DOC: uno dei dolci più antichi
Il Greco di Bianco DOC è una delle denominazioni più affascinanti d'Italia e allo stesso tempo tra le meno conosciute. Prodotto esclusivamente nel comune di Bianco e nel territorio di Casignana (provincia di Reggio Calabria), sulla costa ionica del Sud, il Greco di Bianco è un vino dolce naturale ottenuto da uve Greco Bianco appassite al sole.
Storia millenaria: la coltivazione del Greco Bianco nell'area di Bianco risale ai coloni greci del VII-VI secolo a.C. Il vino era esportato verso Atene e le altre polis greche.
Processo produttivo: 1. Vendemmia manuale a inizio settembre di grappoli sani. 2. Appassimento al sole sui graticci esterni per 7-14 giorni (esposizione diretta al sole ionico). I grappoli perdono fino al 40% del peso in acqua. 3. Pigiatura + fermentazione lenta. 4. Affinamento minimo 12 mesi in bottiglia.
Profilo: colore ambra dorato con riflessi topazio, profumi di miele, agrumi canditi, fichi secchi, spezie orientali (cardamomo, chiodi di garofano). Al palato dolce ma con acidità sostenuta, longevità 20+ anni.
Produzione limitatissima: circa 20.000 bottiglie l'anno totali. Prezzi 30-70€ per bottiglia da 500 ml.
Cantine di riferimento: Cantine Lucà, Ceratti.
Altre denominazioni calabresi
Terre di Cosenza DOP: denominazione ampia della provincia di Cosenza (creata nel 2011 unendo diverse sottozone precedenti). Sottozone: Colline Emilia (Magliocco), Donnici, Esaro, Pollino, San Vito di Luzzi. Vitigno rosso caratteristico: Magliocco Dolce (o Magliocco Canino), autoctono cosentino.
Bivongi DOC: piccola denominazione della provincia di Reggio Calabria. Rosso da Gaglioppo, Greco Nero, Nocera.
Melissa DOC: nel Crotonese, adiacente al Cirò. Rosso da Gaglioppo + Greco Nero. Bianco da Greco.
Vitigni autoctoni calabresi in via di riscoperta: - Magliocco Canino: rosso della provincia di Cosenza, potenziale altissimo. - Nerello Calabrese: parente del Nerello Mascalese etneo. - Marsigliana Nera: rara varietà autoctona. - Prunesta: bianco riscoperto negli ultimi anni. - Mantonico Bianco: usato per dolci naturali.
Cantine calabresi da conoscere: Librandi (la più grande, con eccellenze come Duca Sanfelice per Cirò Riserva e il Magno Megonio da Magliocco), Statti (Lamezia), 'A Vita (Cirò, artigianale), Cataldo Calabretta (Cirò, biodinamica), Cantina Enotria (Cirò, cooperativa storica), Ceraudo (Isola di Capo Rizzuto), Cantine Lucà (Bianco, Greco di Bianco).
Cosa vedere in Calabria oltre le cantine
La Calabria è una delle regioni italiane più belle e sottovalutate turisticamente. Coste mozzafiato su due mari (Ionio e Tirreno), montagne (Sila, Aspromonte, Pollino), borghi medievali intatti.
Provincia di Crotone (zona Cirò): - Crotone: la Kroton greca, patria di Pitagora. Museo Archeologico Nazionale, castello di Carlo V. - Capo Colonna: parco archeologico con l'unica colonna superstite del Tempio di Hera Lacinia (VI sec. a.C.). - Le Castella: castello aragonese su isolotto, tra i più fotografati d'Italia.
Costa Ionica: - Roccella Ionica: borgo con castello. - Locri: sito archeologico della Magna Grecia. - Bova, Gerace: borghi medievali della Locride.
Costa Tirrenica: - Tropea: la 'perla del Tirreno', patria della cipolla rossa DOP e della 'nduja piccante spalmabile. - Capo Vaticano: promontorio con spiagge tra le più belle d'Italia. - Pizzo Calabro: patria del tartufo di Pizzo (gelato ripieno di cioccolato). - Scilla: borgo mitologico sullo Stretto di Messina.
Interno: - Sila: altopiano montano con foreste secolari, laghi. Base perfetta per estate (temperature miti, 15-25°C mentre la costa è a 35°C). - Aspromonte: parco nazionale, borghi grecanici (Bova, Roghudi Vecchio). - Cosenza: capoluogo, centro storico ai piedi della Sila. - Reggio Calabria: capoluogo, Museo Archeologico con i Bronzi di Riace (V secolo a.C., uno dei tesori archeologici più importanti del Mediterraneo).
Cucina calabrese: 'nduja di Spilinga, cipolla rossa di Tropea DOP, salsiccia calabrese, capocollo di Calabria DOP, pecorino crotonese DOP, sardella (patè piccante), fileja (pasta artigianale), pesce spada alla ghiotta, maccheroni al ragù di capra. Abbinamenti classici: Cirò Rosso con 'nduja, sardella, salsicce piccanti. Greco di Bianco con formaggi erborinati, dolci al miele.
Trasporti: aeroporti Lamezia Terme (centro) o Reggio Calabria (sud). Auto necessaria per esplorare l'interno.
